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IL LUSSO COSMOPOLITA DELLA GENTE DI GESUALDO

0ssia… “dai diamanti non nasce niente...”

di Franco Caracciolo

La ricostruzione di un passato remoto a proprio uso e consumo è sempre stata una tentazione diffusa, comune a privati cittadini come a una storiografia di propaganda in epoche di acceso nazionalismo: i greci del periodo di Pericle trasformati in biondi giovanotti durante l’epoca guglielmina, gli Inglesi che da pirati quali erano diventano tutti gentlemen dopo pochi anni di vittorianesimo, i siciliani tutti eredi dei normanni; a questi si uniscono, perché no, anche alcuni gesualdini. A Gesualdo, appunto, qualche anno fa, sembra si sia nuovamente manifestata questa mania, impossessandosi inizialmente, proprio di uomini, pare, vicini a ideologie e teorie destrorse (si ricorderà la pubblicazione di un motto, passaporto per la storia passato ingiudicato, a sostegno di una associazione culturale di una vecchia pro loco, che recitava pressappoco così: non è figlio della propria terra chi non si adopera per gloriarla), molto attenti, appunto a gloriare… il passato… per arrivare a scoprire le proprie radici culturali affondate nella genialità del normanno musicista don Carlo Gesualdo e riconducendo tutta la vita del territorio di Gesualdo, dalla sua nascita ai giorni nostri, alla sola storia di quel grande madrigalista e alla sua musicale figura nel territorio in cui anch’essi oggi vivono. Purtroppo però, solo loro, e nessuno più. Normanni geniali anch’essi perché discendenti, nonché grandi e ortodossi scopritori e divulgatori di quella propria storia, scaturita magari dalla penna di eccelsi professionisti, ma non di storia, con tante notizie di meraviglie inattese ed esaltanti scoperte comunicate a “tutti” i “…” cittadini che amano farne parte. Però una volta non era così. Da bambino mi sentivo “cuntare” un po’ da tutti gli adulti del paese che a Gesualdo, una vecchia e pura leggenda tramandata a voce, raccontava di un Principe meraviglioso e mostruoso al tempo stesso, messo nel dimenticatoio più profondo, da nascondere alle menti infantili e comunque impressionabili. Un principe malvagio e assassino, di nome Carlo Gesualdo, che tiranneggiava e terrorizzava la vita di tutti. Paranoico, ammazzava e castigava per vendetta e per diletto, nonché per evadere dalla noia e dai vizi, ai quali si abbandonava a tempo pieno. Lo faceva, come lo aveva fatto persino con sua moglie, anche solo per capriccio, se non per paura che esorcizzava procurandone tantissima, a tutti gli altri, anche ai suoi fedelissimi più prossimi. Amorale; mangiava tutto lui, commestibile e non, che fosse, e ai poveri zappatori e mietitori non lasciava che poche briciole. Violentava le loro donne e le loro istituzioni, con lo “Jus primae noctis” (diritto della prima notte di nozze) a suo piacimento e sfizio; ma che, però, finalmente, morì e si spense, “grazie a Dio, nel modo sperato, più consono al suo comportamento e alla soddisfazione di tutti i “penanti” del feudo, in modo vendicativo, cadendo in un agguato, morto ucciso! E da quel giorno in poi sembra che si sia ritornati dall’apnea in cui tutti erano costretti. Si poteva nuovamente respirare all’aria aperta a pieni polmoni, finalmente sazi di pane e libertà. Forse in quest’altra epoca imperava, seppure inconsciamente un mal celato e acceso proletarismo. Questo sito nacque anche perché si prefiggeva, come si prefigge, di invitare i gesualdini e gli appassionati del musicista Carlo Gesualdo a essere umilmente, seriamente, rispettosamente e semplicemente se stessi e basta, con in più soltanto, l’auspicio e l’esortazione ad usare, tutti, il cervello, in modo più critico e coraggioso. “Invitandoci” a mettere da parte tutti gli “ismi” di qualsiasi genere, come l’egoismo, l’affarismo, il “demagogismo”, il “politicismo”, il protagonismo , il senzazionalismo, l’egocentrismo ecc.. Ad amare il proprio paese come io, e quasi tutti gli altri, lo amiamo, per quello che è e per quello che è stato, nella buona o nella cattiva sorte, con gli abitanti che l’hanno popolato dal più grande al più piccolo dei suoi componenti, belli o brutti, buoni o cattivi, geniali o deficienti, per quello che essi sono stati e non per quello che vorremmo fossero stati, peggio ancora per quello che noi grazie a loro vorremmo sembrare. Nato anche per questo, ma anche per esortare, immodestamente, i nostri visitatori a una coscienza critica nei confronti delle notizie e delle scoperte, senza ofanità. Discernendo il vero dal falso, l’attendibile dall’inattendibile, la buona fede dalla maliziosità, e non soltanto per recepire ancora una volta la nostra paternità quali “figli del genio musicale”. A fare tesoro degli insegnamenti e di ciò che tutti i nostri antenati hanno saputo costruire con sacrificio, a volte rimettendoci la vita. Opere che sfidano i tempi e noi stessi, buoni soli ad approfittarne, coglierne i frutti a piene mani, e purtroppo, nemmeno a saperle conservare. A guardare avanti con disponibilità, umilmente e seriamente, senza rancori, sulla retta via della sincera storiografia, ricercata senza secondi fini, politici o economici (peggio se solo scritti negli statuti), con i piedi di piombo, tenendo conto dell’apporto, grande o piccolo che fosse, di tutti, amici o scomodi paesani, senza preconcetti e senza pregiudizi, scienziati e umili giardinieri, perché nessuno può arrogarsi la presunzione della conoscenza e dirsi, ancora una volta, laureato in qualcosa che non si conosce, non si sa e non esiste più, tanto più in ciò che non si è scoperto ancora, che non sarà mai certo. Senza ridicolizzarci ancora di più, per tenere presente una condotta semplice e redditizia: dicendo il vero, se lo si sa. Senza esaltare il piacevole e il falso e le illusioni per la smania di apparire, per dimostrare a tutti i costi, anche quello che non sono stati… i nostri grandi uomini. Perché la verità è una e non tante come le bugie (che hanno lo sguardo basso e miope). Noi invece alziamolo, lo sguardo, perchè la genialità non viene sminuita dalle miserie che affliggono tutti gli uomini, grandi e piccoli che siano, presenti, passati o futuri, anzi a volte, sono proprio queste ultime che la esaltano ancor di più. Forse, proprio per questo, spesso qualcosa sorge, si eleva e illumina il mondo. Dal letame… nascono i fiori!

Franco Caracciolo (“aiuto giardiniere”)

 

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