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GRAZIE SILVIO

Questo
natale è particolare. Sa di antico. E’ più vero. Ci sentiamo più vicini
a noi stessi, forse perché ci sentiamo più poveri? Come lo fu il “Re dei
re” che nacque in una mangiatoia. La nostra fratellanza la sentiamo e la
viviamo intensamente, con piacere di dare e avere. In simbiosi e unità
con tutti. Umili tra gli umili come i pastori e gli angeli che, agli
umili, annunciarono la buona novella. Anche i ricchi piangono. Si
sentono affratellati e pieni di gaudio. Dividono la mensa dei poveri con
loro. Vivono e sentono il natale anch’essi, pervasi come sono dai
contatti prefestivi con gli emarginati, gli indigenti e i bisognosi.
Consumano il pranzo di natale (il 23 dicembre) pranzando alla mensa dei
poveri, insieme alle moltitudini di istituzioni e associazioni
(volontariato, sindacato, chiesa, amministrazioni locali e nazionali,
ecc. ecc. ecc.). Pranzo come simbolo e significato, per ridare dignità e
cittadinanza alle persone povere. Come simbolo di solida collaborazione
e rispetto: amministrazioni e associazioni. E’ l’assunzione della
propria essenza costitutiva: vicinanza alle persone bisognose, uniti
insieme alla festosa mensa dello “Jesus consumistico” fatta di
piatti a base di cannelloni al forno, agnello e patate, frutta di
stagione… Poi, domani, sollevati fisicamente e spiritualmente possiamo
continuare la lunga strada che ci separa dall’eternità attraverso la
ripresa serena della vita quotidiana. Grazie Silvio!
…Per tutto quanto hai
ripristinato e non solo.
Gesualdo 24 12 2005
Franco
Caracciolo
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